Istituto per la Ricerca Organologica e il Restauro

 

 

    Sperimentazione dell’uso della saliva artificiale nella pulitura di tavole armoniche

    Claudio Canevari, IROR, 2006

     

    I tipi di sporco più frequenti sulla tavole armoniche di strumenti musicali sono da un lato gli accumuli di materiale di deposizione, dall’altro quelli di sporco da contatto derivante dalla manipolazione e dall’uso.

    In genere lo sporco di deposizione (pulviscolo più o meno compattato ed aderente alla superficie, eccetera) è presente in maniera abbastanza uniforme su tutta la tavola; alcune zona possono presentare accumuli notevoli, se lo sporco è in qualche modo “protetto” da parti costruttive o funzionali: tastiere aggettanti, cordiere, le stesse corde. Analogamente si può avere il fenomeno inverso: le parti suddette proteggono la superficie dalla deposizione, e il loro profilo è talvolta riconoscibile in negativo sull’inscurimento causato dallo sporco.

     

    Porzione di tavola armonica di un mandolino nella zona sulla quale passano le corde, sotto il ponticello

     

    Si tratta spesso di sporco abbastanza tenace, a volte compattato sulla superficie della tavola da patine grasse, o dall’umidità.

    Lo sporco da contatto si ritrova sovente in posizioni prevedibili, secondo le modalità con le quali lo strumento viene utilizzato e suonato: è provocato dal contatto con le dita, con le mani, con altre parti del corpo, sul manico di strumenti a corde tastate, dal lato delle corde acute in quasi tutti gli strumenti a pizzico, sulla parte alta della tavola, per il contatto della mano sinistra che tocca la tavola raggiungendo le posizioni più acute.

    In entrambi i casi si tratta di sporco relativamente semplice da togliere, sia che si tratti di tavole armoniche verniciate, sia tavole di legno nudo.

    La prassi corrente utilizzata dai restauratori di strumenti è di lavare con acqua, o con acqua saponata. I risultati sono soddisfacenti in ogni caso, anche se il controllo sui materiali impiegati è modesto.

    Nel caso di sporco tenace, a volte viene applicato il metodo di eliminare lo sporco levigando la tavola con carta abrasiva. Si tratta di una procedura riprovevole, che asporta anche cospicui starti superficiali di legno assieme allo sporco; il risultato per quanto apparentemente eccellente, è eccessivo, dal punto di vista della pulitura, e estremamente invasivo.

    Una ottima alternativa ai metodi illustrati è l’uso della cosiddetta saliva artificiale o sintetica.

    Dal punto di vista della composizione, la saliva naturale è una soluzione acquosa contenente vari composti, alcuni dei quali con proprietà complessanti o chelanti, in grado cioè di catturare ioni metallici solubilizzandoli, sostanze con potere tensioattivo, quali la mucina, una proteina che dà alla saliva la caratteristica consistenza mucosa e scivolosa, enzimi, fra i quali amilasi, in grado di demolire carboidrati complessi, trasformandoli in composti più facilmente metabolizzabili.

    In realtà la saliva naturale contiene anche una rilevante carica batterica, che dipende dalla flora batterica naturale presente nel cavo orale.

    Le proprietà detergenti della saliva naturale sono note da sempre a chi si occupa di manutenzione e restauro di opere d’arte; relativamente recente è l’uso di formulazioni che ne simulano le proprietà e ne razionalizzano la composizione.

    Una delle più note si basa sull’uso di citrato di ammonio in soluzione acquosa; lo ione citrato ha buone proprietà e una bassa specificità come complessante; è quindi in grado di aggredire molte sostanze di natura metallica presenti nel pulviscolo di deposizione, coadiuvando l’azione dell’acqua. A questa soluzione può essere aggiunta una piccola quantità di mucina, che agisce come tensioattivo. Nel complesso la si può considerare come un classico sistema di detergenza costituito da più componenti con varie funzioni.

    La concentrazione di queste sostanze nell’acqua, che è il principale componente della saliva, è molto bassa: una formulazione tipica può comprendere, per 100 cm3 di acqua, 0,1/0,2 g di citrato di triammonio e una analoga quantità di mucina. La soluzione di citrato di triammonio può essere conservata senza problemi; la mucina, disponibile in forma liofilizzata, viene aggiunta al momento dell’uso, agitando con cura, eventualmente con un blando riscaldamento (30-40 °C). In questa forma la saliva ha un tempo di conservazione limitato a circa 10 giorni in un contenitore chiuso, a causa della degradabilità della mucina. La mucina liofilizzata va conservata al fresco (frigorifero) e in un contenitore ben chiuso; in queste condizioni il tempo di conservazione massimo è circa 6 mesi.

    I principali fornitori di materiali per il restauro hanno in catalogo sia la soluzione di citrato di triammonio, sia kit con la mucina a parte, da miscelare al momento.

    L’efficacia della soluzione è sorprendente; la saliva artificiale, applicata a tampone o a pennello, scioglie in breve lo sporco superficiale rispettando la patina naturale dovuta all’invecchiamento. L’azione chelante del citrato probabilmente contribuisce a rimuovere le tracce verdastre dei prodotti di corrosione  delle leghe di rame impiegate per le corde rivestite. La saliva e lo sporco possono essere rimossi facilmente con un tampone di cotone, e non è necessario alcun risciacquo.

    La saliva viene passata con un pennello a setole morbide sulla superficie da pulire, e l’azione detergente è favorita da un leggero strofinio; non appena lo sporco si smuove, si pulisce e si asciuga con un tamponcino di cotone o di tela. Eventualmente, si riprende la zona appena pulita finché il risultato è soddisfacente.

    L’unica precauzione che può essere necessario prendere consiste nell’operare rapidamente, ed evitare di intridere eccessivamente il legno, per evitare il cedimento di incollature o l’insorgere di deformazioni.

    La saliva artificiale, nella formulazione con citrato di triammonio e mucina, è stata utilizzata con successo in esperimenti di pulitura su tavole armoniche di mandolini e di una mandola.

     

    Progressione di un intervento di pulitura con saliva artificiale su una tavola armonica di mandola (autore anonimo, primi anni del ‘900).